di Davide Rossi , 17.06.2019

La festa di Santa Rosa è il più importante evento della città di Viterbo, famoso in tutto il mondo e commentato ogni anno da telegiornali e social network.

Nel nostro blog abbiamo parlato di molte feste, come il Full Moon Party a Koh Phangan, Capodanno Cinese, il Carnevale di Rio o la Festa di San Patrizio. Ovviamente la festa di Santa Rosa ha connotazioni molto diverse, nonostante la sua spettacolarità. Si tratta infatti di una festa religiosa, molto sentita dai viterbesi ma anche dai tanti credenti che ogni anno decidono di assistere all’evento.

La Macchina di Santa Rosa attira anche molti turisti dall’estero, girando per le strade di Viterbo durante l’evento, infatti, incontrate russi, tedeschi, americani e moltissimi orientali intenti a scattare centinaia di foto.

Santa Rosa


Il culto di Santa Rosa è iniziato a seguito della traslazione del corpo voluta dal Papa. La Santa infatti, anche se morta molto giovane, intorno ai vent’anni, in vita si era battuta strenuamente in difesa del suo Papa e dei valori cristiani, nonostante fosse cagionevole di salute a seguito anche di una patologia, la sindrome di Cantrell, che avrebbe dovuto ucciderla poco dopo la sua nascita.

Nonostante una vita dedicata alla fede, venne seppellita senza una bara, ma quando Papa Alessandro IV si recò presso la sua tomba 7 anni dopo la sua morte, fece una scoperta incredibile: il corpo della santa era rimasto pressoché intatto. Ancora oggi, osservandola nella sua teca, si può vedere come il corpo sia ancora lì, molto simile ad una mummia, ma non si è decomposto come avrebbe dovuto.

Da qui si poté inneggiare al miracolo e venne creata la ricorrenza che ancora oggi tiene un’intera città, e tanti turisti, col naso all’insù e col fiato sospeso.

La macchina


La Macchia di Santa Rosa è un’opera incredibile, alta circa 30 metri e pesante oltre 50 quintali, nonostante l’utilizzo di materiali moderni e leggeri. La struttura è illuminata da luci elettriche, e durante il suo trasporto la città di Viterbo resta completamente al buio.

Vedendola arrivare da lontano, si ha l’impressione che la Santa voli sui tetti della città.

L’origine della Macchina di Santa Rosa e la tradizione ad essa legata risale al lontano 1258, quando fu organizzata per la prima volta su volere del Papa per commemorare la traslazione del corpo della Santa.

Col passare degli anni, la “Macchina” crebbe sempre per dimensioni fino ad arrivare a quello che è stato indicato come l’anno della svolta, il 1967. Per quell’evento fu progettata una macchina con uno stile nuovo, più moderno e con un nome molto evocativo “Volo D’Angeli”. Purtroppo il 1967 è ricordato anche come l’unico anno in cui la macchina non è arrivata a destinazione, a causa di problemi strutturali (anche se non mancano le teorie complottistiche).

Negli anni seguire, i progetti per la macchina (che negli anni si rinnova costantemente), furono sempre più complessi e artisticamente pregevoli, sfruttando però anche i progressi della tecnica e l’utilizzo di materiali più resistenti e leggeri.

Il trasporto della Macchina di Santa Rosa

Il trasporto della macchina di Santa Rosa è l’evento clou di tutta la serata. L’imponente struttura, dal peso di diverse tonnellate, viene portata a spalla da circa 100 uomini, i cosiddetti “Facchini” o “Cavalieri di Santa Rosa”.

Questo momento viene preparato per un anno intero perché si tratta di un’operazione molto complessa. La macchina infatti viene portata tra le tortuose e strette vie di Viterbo, fermandosi 7 volte lungo il percorso. Il trasporto è realmente pericoloso, tanto che i facchini, prima di iniziare il loro lavoro, ricevono una benedizione in “articulo mortis”.

Nel 2013, il trasporto della Macchina di Santa Rosa è stato riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”.

Dove assistere alla festa


Se vi recate a Viterbo almeno un giorno prima, potrete ripercorrere facilmente il percorso della Macchina, dalla Chiesa di San Sisto al Santuario dedicato a Santa Rosa, così da poter scegliere il punto che preferite per assistere al trasporto.

I punti di osservazione sono molteplici, a partire dalle vie laterali sulle quali ci si può appostare in attesa del passaggio. Altri posti su strada sono a pagamento, in particolare nei 7 punti in cui la Macchina di Santa Rosa si ferma, ma il punto migliore per assistere alla manifestazione è dai tetti delle case.

I viterbesi e i turisti più fortunati infatti si posizionano sui tetti per assistere da lontano al passaggio della Macchina e, se la loro casa è lungo il passaggio, potranno osservarla a pochi centimetri.

Vi anticipiamo che a Santa Rosa non piove mai (in genere) ma che può far freddo, soprattutto se assistete a tutto l’evento su un tetto.

Quando prenotare e dove dormire


Viterbo è una città universitaria, ma i suoi affitti sono abbastanza economici per gli studenti, anche se nella maggior parte dei loro contratti c’è una clausola molto particolare. Gli studenti infatti devono lasciare le proprie stanze per permettere ai turisti di accedere ai balconi ed assistere all’evento da una posizione molto privilegiata.

Pertanto, se volete assistere al passaggio della Macchina di Santa Rosa da una posizione privilegiata, dovete prenotare il vostro “Posto d’onore” anche sei mesi prima.

Per quanto riguarda invece gli alloggi dove dormire, a Viterbo costeranno sicuramente di più, anche se avrete la comodità di non dover prendere la macchina. In alternativa, potete trovare alloggi anche in uno dei tanti paesi limitrofi, facili da raggiungere e sicuramente più economici.

Assicurazione Viaggio per l’Italia

Eventi particolari, come la festa di Santa Rosa, danno la possibilità di visitare località spesso sottovalutate dai turisti. Per partecipare ad eventi del genere, però, bisogna prenotare con largo anticipo, anche se si rischia di dover rinunciare a causa di un imprevisto.

Per mettervi al riparo da questi rischi, Columbus Assicurazioni propone la polizza per l’annullamento e l’interruzione viaggio.

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