di Davide Rossi , 01.04.2020

Natura lussureggiante, incredibile biodiversità, e un popolo gentile e pacifico, rendono la Costa Rica un luogo unico al mondo: una meta imperdibile per gli amanti dei viaggi.

Il suo patrimonio naturalistico ha un valore riconosciuto in tutto il mondo, da essere stato protetto con l’istituzione parchi naturali che coprono circa 1/4 della sua piccola superficie (appena 20mila miglia quadrate).

Per la sua politica ambientalista, il Costa Rica è diventato una vera e propria “Bandiera dell’ecoturismo” e molti sono i suoi siti patrimonio dell’UNESCO.

Il clima tropicale che contraddistingue il paese, lo rende molto appetibile per i turisti che troveranno sempre temperature alte ad accoglierli, anche se dovranno far attenzione alle escursioni termine nelle zone montuose.

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Parco internazionale La Amistad

Tanto selvaggio quanto strabiliante nella sua bellezza, il “Parco internazionale La Amistad” si estende prevalentemente in Costa Rica, ma in parte anche nel territorio di Panama.

Il Parco, composto soprattutto da una vasta foresta pluviale, abbraccia anche il versante caraibico della Cordigliera di Talamanca, che raggruppa alcune delle cime più alte dei due paesi dell’America Centrale.

Grazie alla sua estensione, e alla differenza di altitudine e di clima che è possibile riscontrare, qui vivono diverse specie, anche rare, sia animali che vegetali. Il parco, con i suoi straordinari habitat ricchi di biodiversità, dal 1983 è incluso fra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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Parco nazionale Isola del Coco

L’Isla del Coco è quanto di più vicino all’isola del tesoro possiate immaginare: le leggende fanno di quest’isola al largo del Pacifico, distante circa 500 km dalla terraferma e situata sud est del Costa Rica, un rifugio di pirati e cercatori di tesori.

Raggiungibile in nave dal porto di Puntarenas in circa 36 ore di viaggio, l’isola ripaga l’estenuate viaggio via mare con il fascino incontaminato del suo territorio, dichiarato Parco Nazionale poiché, nonostante le ridotte dimensioni (appena 24 chilometri quadrati) presenta eccezionali caratteristiche naturali.

Ricoperta interamente da foresta pluviale, sull’Isla del Coco è possibile incontrare una vegetazione tropicale che ospita centinaia di specie animali e vegetali, alcune molto rare. Durante il giro dell’isola, non dimenticate di fare una sosta anche alle cascate e alle grotte sottomarine.

Nelle acque turchesi e trasparenti che circondano l’isola nuotano un’infinità di specie marine, tra cui squali, delfini, coralli e molluschi che gli amanti delle immersioni e dello snorkeling potranno ammirare da vicino. Per il suo valore ecologico e storico, il parco ha guadagnato nel 1997 il titolo di Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO.

Area di conservazione Guanacaste

Dal 1999 nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, l’Area de Conservación Guanacaste è una zona protetta situata nell’area nord occidentale del Costa Rica.

Il territorio, che si estende su una superficie di circa 1470kmq, è un mosaico di parchi nazionali e comprende quelli di Santa Rosa, Guanacaste, Rincón de la Vieja e dalla regione protetta di Junquillal.

Nell’area sono presenti habitat naturali unici, sono presenti infatti numerose e rare specie di animali (circa 335.000, pari al 2,6% della biodiversità mondiale) e vegetali a rischio estinzione.

Le sfere di pietra “Las Bolas” e gli insediamenti precolombiani

Note come “Las Bolas”, le sfere di pietra del Costa Rica sono una serie di oltre trecento “Petrosfere” ritrovate a partire dal 1939 nel sud ovest del paese, ma i maggiori ritrovamenti sono avvenuti nell’area del delta del Diquís, nella Penisola di Osa e sull’Isla del Caño.

Si stima che le sfere risalgano all’epoca precolombiana, dunque a oltre 2000 anni fa, e per questo vengono anche chiamate sfere di Diquís, essendo la loro costruzione attribuita all’estinta e omonima cultura.

Il significato delle sfere è ancora un fitto mistero e questo ha alimentato una serie di suggestioni e teorie simboliche attorto alla loro origine e alle modalità di realizzazione, complice il fatto che gli esemplari sono di diverse misure (da 10 cm fino a 2,5 metri di diametro) e diverso peso.

Secondo alcuni potrebbero rappresentare sole, luna e costellazioni, per altri sarebbero simboli religiosi o di potere, altri ancora ritengono che fossero utilizzati per contrassegnare luoghi importanti dei villaggi e momenti astronomicamente rilevanti.

Alcuni esemplari sono conservati nel Museo Nazionale di San Jose, mentre altri si trovano in siti archeologici dichiarati Patrimonio UNESCO dal 2014: Finca 6, Finca Batambal, e Grijalba-2.

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