di Giorgia Alto , 15.02.2021

Auyantepui, la montagna che nella lingua degli indigeni significa “Montagna del Diavolo”, è l’altopiano nel quale nasce la sorgente che dà origine a Salto Angel, la cascata più alta del mondo.

Si tratta di un vero spettacolo della natura, grazie a 979 metri di dislivello e con un getto d’acqua ininterrotto di 807 metri che si tuffa direttamente nel fiume Kerepakupay.

Tra una vegetazione lussureggiante, dopo un’escursione di molte ore si arriva ad ammirare una cascata che supera di ben 15 volte le Cascate del Niagara. L’altezza è impressionante e genera un’impressione, in chi la guarda, di forza prorompente: una natura potente e ancora profondamente selvaggia.

Leggi anche “Le Cascate più alte del mondo e le più famose”.

Dove si trova Salto Angel

La cascata più alta del mondo si trova nell’area sud-est del Venezuela, a 50 chilometri dal paesino indigeno di Cainama, all’interno del Parque Nacional Canaima.

Un luogo non facilmente raggiungibile, all’interno della foresta amazzonica, in un’area dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1994.

Leggi anche “4 fantastiche idee per un viaggio avventura nel Sud America”.

Come raggiungere Salto Angel dall’Italia

Raggiungere il Venezuela e spostarsi utilizzando dei voli interni è l’unico modo per raggiungere Salto Angel.

Ben lontana dall’essere una meta turistica di facile accesso, per raggiungere questa cascata si devono prenotare dei tour o delle escursioni organizzate perché arrivarci da soli è molto sconsigliato (se non impossibile).

Dall’Italia si parte con volo internazionale con destinazione Caracas, una volta giunti a destinazione si può prendere un volo per Canaima, il centro abitato che si trova più vicina alla cascata.

Da Canaima ci sono due possibilità (e come si è detto, è meglio arrivare avendo già stabilito e prenotato le varie escursioni): preferire di guardare la cascata dall’alto con i suoi meravigliosi paesaggi, facendo un volo di venti minuti su un elicottero da cinque posti che arriva direttamente sopra Salto Angel, oppure preferire un’escursione comprensiva di alcune ore in barca sul fiume e di circa un’ora di camminata.

Un tragitto sicuramente non per tutti ma proprio per questo affascinante e ricco di avventura.

Infine, si ricorda che il Venezuela è un paese che presenta diverse criticità, pertanto si consiglia di consultare sempre il sito della Farnesina prima di prenotare una vacanza in questo paese.

Il periodo migliore per visitare il Salto Angel

La cascata Salto Angel è talmente alta che nel periodo che va da dicembre a maggio, ovvero nella stagione secca, la portata d’acqua può ridursi notevolmente e svanire in vapore prima di toccare il fiume. La stagione migliore per poter quindi guardare il salto in tutta la sua portata è la stagione delle piogge che va da maggio/giugno fino a novembre/dicembre.

L’unico inconveniente in questa stagione è che, se si preferisce sorvolare la cascata con l’aereo, piuttosto che raggiungerla con un’escursione, si rischia di avere la vista oscurata da nuvole e pioggia.

Quando è stata scoperta per la prima volta

Gli indigeni ne conoscevano l’esistenza, tanto da averle dato un nome “Kerepakupai-merú", il cui significato è "cascata del luogo più profondo”.

Ma se con scoperta si intende quando divenne conosciuta in tutto il mondo, allora dobbiamo rifarci alla storia di colui che per primo la avvistò e ne rese nota l’esistenza: il pilota Jimmie Angel.

Jimmie stava sorvolando nel 1933 l’altopiano in cerca di giacimenti minerari e si rese conto di questa meravigliosa cascata d’acqua in mezzo alla foresta pluviale.

Quattro anni dopo torna con la moglie e due compagni di viaggio e atterra vicino alla cascata: il velivolo purtroppo non può riprendere il volo perché impantanato nel terreno fangoso e il gruppo di esploratori riesce solo dopo 11 giorni a raggiungere il primo centro abitato.

Un’avventura grazie alla quale due anni dopo la cascata venne chiamata Salto Angel in suo onore.

Tags

venezuela


← Quanto costa una polizza viaggio per gli Stati Uniti?

L’Arca di Noè esiste ed è in Kentucky: come visitarla →