Home > Consigli di viaggio > Per cosa è famosa Guangzhou, l’antica Canton
06 novembre 2026
Guangzhou, che in Italia molti chiamano ancora Canton, è una delle città più grandi della Cina, con quasi 19 milioni di abitanti al censimento del 2020.
La città è molto conosciuta dagli imprenditori di mezzo mondo per via della Fiera di Canton, un evento che permette di incontrare di persona i produttori cinesi.
Ma questo non è l’oggetto del nostro articolo, e Guangzhou non è solo una città dove si fa business, è una destinazione piena di storia, famosa anche per la sua architettura, per essere il porto della Via della Seta Marittima e, soprattutto, per essere considerata la culla della cucina cantonese.
Se passi a Guangzhou per lavoro, o se hai deciso di visitarla durante un tour della Cina, questa guida di viaggio ti aiuterà a capire per cosa è veramente famosa Guangzhou e se vale la pena visitarla o no.
Una cosa però possiamo dirla subito: a Guangzhou si mangia molto bene.
1 . Guangzhou, la culla della cucina cantonese
2 . Il porto della Via della Seta Marittima
3 . Un’architettura che racconta la storia della città
4 . Il Fiume delle Perle, la strada d’acqua della città
5 . Cosa sapere prima di partire
Dove è nata la cucina cantonese?
Beh, abbiamo scoperto che è nata proprio qui e nel delta del Fiume delle Perle.
Non a caso, in Cina c’è il detto “si mangia a Guangzhou”.
Alla base di questa cucina c’è la freschezza: gli ingredienti si cuociono al vapore o si saltano in fretta nel wok, con condimenti leggeri che ne lasciano sentire il sapore.
Il modo più semplice per assaggiarla è lo yum cha, letteralmente “bere il tè”.
È la colazione o il pranzo cantonese, con tanti piccoli piatti di dim sum serviti nei cestelli di bambù e divisi al tavolo.
Per questo motivo, anche le case da tè della città hanno una lunga storia: Taotao Ju, per esempio, ha aperto nel 1880.
Questi sono i piatti da provare almeno una volta.
Har gow: ravioli al vapore con gamberi e germogli di bambù, in una pasta così sottile da lasciar intravedere il ripieno.
Shaomai: fagottini aperti di maiale e gamberi, uno dei dim sum più classici.
Cheung fun: rotoli morbidi di pasta di riso, farciti con gamberi o carne e conditi con salsa di soia.
Char siu: maiale laccato e arrostito, dolce e salato insieme, da mangiare con il riso o nei panini al vapore.
Pollo bianco (bai qie ji): pollo bollito servito a fette con una salsa di zenzero e cipollotto.
Double-skin milk (shuang pi nai): budino di latte con due strati sottili in superficie, per chiudere il pasto.
Anche altre città della zona sono famose per la cucina cantonese: Shunde, poco a sud, e Macao sono state riconosciute dall’UNESCO come Città creative della gastronomia. Guangzhou resta però la città in cui questa cucina è nata.
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Prima ancora della cucina, Guangzhou è stata famosa per il suo porto.
Fu fondata nel 214 a.C. con il nome di Panyu, e già allora le navi portavano merci dal Sud-est asiatico, dall’India e perfino dall’Africa, come dimostrano gli oggetti ritrovati negli scavi.
Tre tappe raccontano bene quanto questo passato conti ancora.
La moschea Huaisheng: è tra le più antiche della Cina ed era il luogo di preghiera dei mercanti arabi e persiani. Il suo minareto di 36 metri faceva anche da faro per le navi sul fiume.
Il sistema di Canton: dal 1757 al 1842 Guangzhou fu l’unico porto cinese aperto ai commercianti europei. Tè, seta e porcellana partivano dalle cosiddette Tredici fattorie: non erano aziende agricole, ma gli uffici e i magazzini dei mercanti stranieri sulla riva del fiume.
La Fiera di Canton: si tiene ogni primavera e ogni autunno dal 1957 ed è una delle fiere commerciali più grandi e più antiche della Cina.
In pratica Guangzhou non ha mai smesso di commerciare con il resto del mondo: sono cambiate solo le merci.
A Guangzhou si passa in poco tempo da un palazzo di famiglia dell’Ottocento a un grattacielo di vetro.
Sono proprio questi contrasti a raccontare le epoche della città.
L’Accademia della famiglia Chen: fu costruita nel 1894 con i fondi di 72 rami della stessa famiglia per ospitare i giovani che preparavano gli esami imperiali. È un esempio dello stile Lingnan, tipico della Cina del sud, con i tetti decorati da figure in ceramica e le decorazioni intagliate nel legno e nella pietra.
I qilou: sono i palazzi con il portico al piano terra, costruiti soprattutto negli anni Trenta per riparare dalla pioggia e dal sole chi passa davanti alle botteghe. Li trovi nelle vie commerciali storiche, come Shangxiajiu.
L’isola di Shamian: quando le Tredici fattorie furono distrutte, i mercanti stranieri si spostarono qui, e nel 1859 l’isola venne divisa tra britannici e francesi. Oggi è un’area storica tutelata, con viali pedonali tra i palazzi in pietra delle vecchie compagnie commerciali.
La Canton Tower e l’Opera House: la torre è alta circa 600 metri, mentre il teatro di Zaha Hadid è stato pensato come due ciottoli levigati dal fiume.
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Il Fiume delle Perle è il filo che tiene insieme tutto quello che abbiamo raccontato. È lungo circa 2.400 chilometri, il terzo della Cina dopo lo Yangtze e il Fiume Giallo, e sulle sue rive sono nati il porto, le Tredici fattorie e il quartiere europeo di Shamian.
Anche la città moderna è cresciuta lungo l’acqua: sulla riva sud c’è la Canton Tower, su quella nord i grattacieli di Zhujiang New Town e l’Opera House.
Alla foce il fiume forma un ampio delta, con Hong Kong e Shenzhen a est e Macao a ovest. È la stessa zona in cui è nata la cucina cantonese, ed è per questo che la ritrovi in tutte queste città.
Il momento migliore per vederlo è la sera, con una passeggiata sulle rive o una crociera sul fiume, quando si accendono le luci della torre e dei grattacieli.
Quando andare: il periodo più piacevole va da fine ottobre a febbraio, con temperature miti e meno pioggia. L’estate invece è calda e umida, e tra giugno e l’inizio dell’autunno possono arrivare i tifoni.
Documenti: serve il passaporto con almeno sei mesi di validità residua. Fino al 31 dicembre 2026 gli italiani entrano in Cina senza visto per turismo, fino a 30 giorni, e la Carta di ingresso per stranieri si compila online.
Pagamenti: Alipay e WeChat Pay accettano anche le carte Visa e Mastercard straniere, gratis sotto i 200 yuan e in genere con una commissione del 3% sopra quella cifra. I contanti restano validi, perché dal febbraio 2026 i negozi devono accettarli.
Sicurezza: per la Farnesina la Cina è un Paese sostanzialmente stabile e sicuro, anche se furti e scippi sono in aumento. Diffida degli sconosciuti che ti invitano a una cerimonia del tè o in un locale: è una truffa che finisce con un conto altissimo.
Sanità: secondo Viaggiare Sicuri il servizio sanitario cinese non ha un livello elevato, e il personale preparato si trova soprattutto nelle grandi città. Nel Guangdong è segnalata la dengue, quindi conviene proteggersi dalle zanzare. Per uno straniero il ricovero costa caro, fino a 500 euro al giorno nella capitale, e per questo la Farnesina raccomanda una polizza che copra le spese mediche e il rimpatrio sanitario.
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Importante: questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce le indicazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri attraverso il sito Viaggiare Sicuri. La situazione può cambiare: consulta sempre la scheda Cina prima di partire.
Dati aggiornati al 30 settembre 2026.
La Redazione