di Maria Novella Vitucci , 08.12.2015

Ecco la divertente guida Columbus ai modi più particolari in cui le altre nazionalità festeggiano il Natale nel mondo.

Spagna: el caganer. Tra i pastori, le case di campagna, il bue e l’asinello del presepe catalano, deve per forza esserci anche il caganer. Indicato in catalano come l’home que fa les seves necessitats, è una statuina che raffigura un abitante della campagna con cintura e berrettina rossa intento nell’attività più intima che un uomo può sperimentare nella vita (se hai qualche dubbio, la foto di copertina può illustrare meglio l’attività di cui stiamo parlando!). Fonte di prosperità attraverso l’atto allegorico di fertilizzare la terra, non inserirlo nel presepe potrebbe generare sfortune e sventure. Vale la pena pensare ad un viaggio in Catalogna solo per aggiungere el caganer al tuo presepe, visitando el Mercat de Santa Llúcia, di fronte alla Cattedrale e la fiera davanti alla Sagrada Familia.

Islanda: i 13 folletti. Cari bambini niente Babbo Natale nella terra dei geyser, ma 13 allegri folletti di Natale che dal 12 al 24 dicembre scendono arrivano a Reykjavik per combinare dispetti alla popolazione. I folletti lasciano i regali che vengono sistemati all’interno delle scarpe dei bambini sul davanzale delle finestre. Ai bambini buoni sono riservati regalini e dolcetti, mentre per i bambini disubbidienti solo patate vecchie. Ognuno di questi folletti ha un nome particolare che corrisponde al suo scherzo preferito. Eccone alcuni:

  • Pottasleikir (il golosone che lecca la pentola)
  • Huraskellir (il folletto che sbatte la porta)
  • Ketrókur (il ladro di carne)
  • Kertasníkir (il ladro di candele)

Folletti, attenti a non cadere nel geyser...

Messico: la notte dei ravanelli (noche de los rábanos). Ogni 23 dicembre speciali confezioni fatte di ravanelli e piante più belle dell’anno, ispirate alle immagini del Natale sono create da agricoltori, fruttivendoli e fiorai locali ed esposte nella Piazza della Costituzione. Non solo ravanelli ma anche posadas e aguinaldos. A partire dal 16 dicembre, i messicani mettono in scena vere e proprie processioni (posadas appunto) intorno alle loro abitazioni cantando i tradizionali villancicos. Tutti coloro che hanno partecipato alla processione ricevono le aguinaldos, prelibati sacchetti di dolci e arachidi.

Repubblica ceca: il maialino d’oro e il ramoscello di ciliegio. La tradizione popolare vuole che se digiuni fino alla sera del 24 dicembre, potrai veder apparire un mistico maialino d’oro che ti porterà fortuna nell’anno a venire. Il digiuno sarà poi premiato dalla prelibata cena della vigilia a base di carpa e insalata di patate.

Australia: i sei canguri bianchi. Al posto delle renne abituate a climi molto freddi, Babbo Natale sceglie di far trasportare la sua slitta a sei canguri bianchi di grossa taglia. Renne in vacanza dunque. Avranno scelto la settimana bianca o la settimana benessere a Rovaniemi, Finlandia? Fortunate loro che non devono lavorare durante le vacanze natalizie…

Germania: Weihnachtsmann, Knecht Ruprecht e Pelznickel. L’uomo che viene nella notte santa è il Weihnachtsmann e viene identificato con San Nicola che assume le vesti di messaggero e di angelo misterioso al contrario del più profano Babbo Natale. Armato di bastone e di una lunga scopa, il Knecht Ruprecht (Knecht in tedesco significa letteralmente servitore) arriva prima di Natale per aiutare San Nicola, alias Babbo Natale, per distribuire i regali dopo aver ascoltato i desideri dei bambini. Una parte della tradizione lo ha identificato con il diavolo, simbolo del peccato vinto che va in aiuto a San Nicola, vincitore del bene sul male. Il Pelznickel, rivestito completamente di pelliccia, è una specie di elfo che fu importato negli USA nel XVIII secolo dagli emigranti della Renania e del Palatinato, contribuendo alla formazione dell’immagine moderna di Santa Claus. Sarà stata la pelliccia del Pelznickel ad ispirare la versione barbuta del nostro Babbo Natale? E comunque ai nostri tempi si sono "modernizzati" anche gli elfi...

Polonia: fieno sotto il tavolo. Per ricordare la natività, la tradizione polacca vuole che sia riposto del fieno sotto il tavolo. Tutti riuniti in famiglia intorno ad una tavola apparecchiata da una tovaglia bianca e disposta in modo da accogliere un posto extra per il viaggiatore di passaggio. La leggenda individua nello Spirito Santo questo viaggiatore desideroso di condividere il pasto di Natale.

Che tu sia rimasto a casa oppure in viaggio a scoprire usanze e tradizioni di altri Paesi, Columbus ti augura Buon Natale!


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