Che specie si vedono tra i fiordi norvegesi
La costa norvegese ospita un’incredibile varietà di cetacei grazie alle correnti ricche di nutrienti e alle abbondanti riserve di pesce che attirano diverse specie in cerca di cibo, offrendo uno spettacolo naturale straordinario.
Vediamo insieme quali sono i principali protagonisti che potrai avvistare durante la navigazione.
Capodogli e orche
I capodogli, giganti in grado di scendere a migliaia di metri di profondità, sono presenti tutto l’anno, specialmente al largo delle isole Vesterålen, dove le acque profonde garantiscono loro un’abbondanza costante di calamari.
Le orche, invece, si muovono spesso in gruppi familiari (pod) e inseguono i grandi banchi di aringhe.
La loro singolare caccia coordinata, effettuata circondando i banchi di pesci, è una scena di straordinaria intelligenza animale che non dimenticherai facilmente.
Megattere e altri mammiferi marini
Le megattere, famose in tutto il mondo per i loro salti spettacolari fuori dall’acqua e per i loro lunghi canti, si avvicinano alle coste settentrionali in inverno, sempre seguendo le migrazioni delle aringhe.
Durante un’escursione, se scruti attentamente la superficie, potrai notare anche balenottere minori, globicefali e i socievoli delfini dal becco bianco, spesso intenti a nuotare e giocare con le onde create dalle imbarcazioni.
Periodo migliore per vedere le balene e luoghi d’avvistamento
La Norvegia ti offre eccellenti opportunità di avvistamento durante tutto l’anno, ma la presenza delle diverse specie varia notevolmente in base alla stagione e agli spostamenti del pesce lungo la costa.
L’inverno a Tromsø e Skjervøy
Se viaggi tra fine ottobre e fine gennaio, la zona di Tromsø e del vicino villaggio di Skjervøy è la meta ideale: in questo periodo invernale, infatti, orche e megattere si radunano in gran numero nei fiordi per cibarsi.
Le giornate sono molto corte per via della notte polare, ma l’atmosfera è resa magica dalle incredibili sfumature rosa del cielo artico; inoltre, rientrando nel pomeriggio, avrai tempo a sufficienza per dedicarti anche alla caccia all’aurora boreale.
Leggi anche “Capo nord in inverno: una vacanza possibile?”.
L’estate alle isole Vesterålen e alle Svalbard
Tra maggio e settembre, la località di Andenes (sull’isola di Andøya, nelle Vesterålen) diventa la capitale europea per l’osservazione dei capodogli, grazie al profondo canyon sottomarino situato a breve distanza dalla costa, in cui le probabilità di incontro sono tra le più alte al mondo.
Se invece cerchi un’avventura ancora più remota, le isole Svalbard permettono di avvistare beluga, narvali e balenottere azzurre durante i mesi estivi, circondati da paesaggi costellati da iceberg e ghiacciai.
Leggi anche “Estate in Norvegia: il periodo migliore per una vacanza”.
Tipo di escursioni: barca o gommone?
Esistono diverse opzioni per avvicinarsi ai cetacei, e naturalmente, la scelta del mezzo influisce notevolmente sul tipo di esperienza, sul costo dell’attività, e sul livello di esposizione alle rigide temperature artiche.
Le escursioni su barche e catamarani
Questa soluzione è perfetta se soffri molto il freddo, se cerchi un’opzione confortevole o se viaggi con la famiglia.
Le imbarcazioni più grandi, come i catamarani ibridi o elettrici che ospitano solitamente dalle 40 alle 100 persone, infatti, offrono il grandissimo vantaggio di una comoda cabina interna riscaldata, servizi igienici e spesso un servizio caffetteria per una bevanda calda.
I catamarani moderni, inoltre, navigano in modalità elettrica quando si avvicinano agli animali, riducendo al minimo l’inquinamento acustico e il disturbo.
I safari in gommone (RIB)
Se invece preferisci un po’ di adrenalina, i gommoni rigidi (RIB), da 10-12 posti, ti garantiscono un contatto molto più ravvicinato con l’acqua e con gli animali.
La visibilità è totalmente a 360 gradi e la velocità del mezzo permette di coprire distanze maggiori, aumentando le chance di avvistamento.
Per queste escursioni i tour operator forniscono sempre tute termiche galleggianti, ma dovrai comunque coprirti in modo estremamente accurato, con abbigliamento tecnico, per affrontare il forte vento gelido generato dalla velocità.
Unire il whale watching e l’aurora boreale
Vedere le balene nuotare di giorno e ammirare l’aurora boreale di notte è un traguardo ambito da moltissimi viaggiatori.
Questa combinazione è possibile solo organizzando il viaggio nei mesi invernali e spingendosi a nord del Circolo Polare Artico.
Se prenoti una vacanza tra novembre e gennaio a Tromsø, avrai le condizioni ideali per entrambe le attività.
Di mattina potrai partecipare ai safari nei fiordi (spesso spostandoti verso Skjervøy) per osservare orche e megattere alla flebile luce crepuscolare, e, rientrato in porto nel tardo pomeriggio, avrai il tempo di prepararti per i tour serali a caccia dell’aurora boreale.
Organizzare queste due escursioni nello stesso viaggio ti permette di ammortizzare i costi e massimizzare la resa della tua avventura artica.
Leggi anche “Aurora Boreale in Norvegia: i luoghi migliori dove ammirarla”.
Quanto dura in media un safari?
La durata varia in base alla località e alle condizioni del mare.
Solitamente, un’escursione in gommone dura dalle 2 alle 3 ore, mentre le uscite sulle imbarcazioni più grandi o sui catamarani elettrici, possono richiedere dalle 4 alle 7 ore, compreso il tempo di navigazione per raggiungere le aree di alimentazione dei cetacei.
I safari vengono cancellati in caso di neve?
Le escursioni non vengono annullate per neve o pioggia leggera: le uniche condizioni meteorologiche che impediscono la partenza sono i forti venti o le bufere, che rendono la navigazione pericolosa. In questi casi, le compagnie propongono un rimborso totale o lo spostamento a un giorno successivo.
Come scegliere l’escursione migliore per il tuo viaggio
Pianificare un’attività di whale watching in Norvegia richiede attenzione ad alcuni dettagli pratici.
Per assicurarti un’esperienza sicura e in linea con le tue aspettative, basta seguire alcune indicazioni fondamentali.
Valuta la sostenibilità: Opta per compagnie locali che seguono rigide linee guida etiche per il rispetto degli animali. Il mantenimento di una distanza di sicurezza e l’uso di barche ibride o idrofoni sono ottimi indicatori di un turismo responsabile.
Verifica le policy di garanzia: La natura è selvaggia e imprevedibile, pertanto gli avvistamenti non possono mai essere garantiti al 100%. Cerca operatori che offrono un secondo biglietto gratuito o un rimborso parziale in caso di mancato avvistamento.
Cura l’abbigliamento: Se scegli il gommone, vestirsi a strati è obbligatorio. Indossa intimo termico, pile, un pesante maglione in lana, pantaloni impermeabili, guanti spessi, sciarpa e cappello. Sulle barche grandi l’abbigliamento può essere leggermente meno estremo, ma una giacca impermeabile resta indispensabile per sostare sui ponti esterni.
Previeni il mal di mare: Le correnti oceaniche norvegesi possono essere impegnative. Se hai uno stomaco sensibile, una barca grande risulterà molto più stabile di un gommone. In ogni caso, valuta l’assunzione di farmaci contro la cinetosi un paio d’ore prima di salpare (consultare sempre prima il medico).
Le condizioni di navigazione possono cambiare da un giorno all’altro e le uscite dipendono sempre dalle valutazioni degli operatori locali. Prima di partire conviene controllare le avvertenze aggiornate sulla scheda Norvegia di Viaggiare Sicuri, il portale della Farnesina, e sentire il proprio medico per l’assunzione di farmaci contro la cinetosi.
Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2026.
Leggi anche “Dove vedere le balene: le mete migliori nel mondo”.