Come raggiungere Lhasa
Raggiungere Lhasa è molto semplice, grazie allo sviluppo delle infrastrutture che collegano il Tibet al resto della Cina.
Le opzioni principali sono due, ognuna con i propri vantaggi in termini di tempo, costo e acclimatazione.
In aereo
L’Aeroporto Internazionale di Lhasa Gonggar si trova a circa 96 km dal centro città, da qui esistono voli frequenti che collegano Lhasa alle principali metropoli cinesi come Pechino, Chengdu, Chongqing, Xi’an e Guangzhou.
È sicuramente l’opzione più rapida, ma richiede un’attenzione maggiore all’acclimatazione improvvisa all’alta quota.
In treno
Il viaggio in treno lungo la ferrovia Qinghai-Tibet potrebbe essere parte integrante dell’esperienza stessa.
Il tragitto, infatti, ti offre panorami spettacolari sull’altopiano e aiuta il corpo ad abituarsi gradualmente all’altitudine, proprio perché il tempo di percorrenza è significativamente più lungo rispetto all’aereo.
I treni partono da diverse città, ma la tratta più famosa inizia a Xining.
Via terra
Hai anche la possibilità di raggiungere Lhasa via strada attraverso la Qinghai-Tibet Highway o dal Nepal.
Il confine tra Tibet e Nepal presso il porto di Kyirong è aperto, e un nuovo ponte temporaneo è stato inaugurato alla fine del 2025, facilitando il transito via terra.
Informazioni turistiche e regolamenti 2026
Pianificare un viaggio in Tibet richiede il rispetto di normative specifiche che differiscono dal resto della Cina.
Una novità importante riguarda proprio il calendario delle aperture.
Storicamente, infatti, il Tibet chiudeva al turismo internazionale durante il mese di marzo per varie festività e ricorrenze, tuttavia, le autorità hanno confermato che nel 2026 non ci sarà la chiusura annuale di marzo, per il 2027 bisogna informarsi tempestivamente.
La regione rimarrà quindi aperta per tutto l’inverno e la primavera, offrendo nuove opportunità se desideri visitare la prefettura di Nyingchi per il festival primaverile.
Importante: prima di partire consultare sempre il sito della Farnesina e i siti ufficiali della Regione per verificare che non ci siano restrizioni.
Regola fondamentale: nessun viaggio indipendente
È essenziale sapere che ai viaggiatori stranieri non è consentito viaggiare in modo indipendente nella Regione Autonoma del Tibet.
È obbligatorio affidarti a un’agenzia di viaggi autorizzata che organizzi un tour (privato o di gruppo) comprensivo di veicolo privato, autista e guida turistica ufficiale.
Permessi necessari (Tibet Travel Permit)
Oltre al passaporto e al visto cinese, l’accesso a Lhasa richiede documenti specifici che non possono essere ottenuti autonomamente dal viaggiatore, ma devono essere richiesti dall’agenzia di viaggi.
- Tibet Travel Permit (TTP): Emesso dal Tibet Tourism Bureau, è il documento fondamentale per entrare nella regione, salire su un treno o imbarcarsi su un volo per Lhasa. L’agenzia turistica deve richiederlo con 6-8 settimane di anticipo rispetto alla data di arrivo.
- Permesso di viaggio per stranieri (Alien Travel Permit): Necessario se il tuo itinerario prevede visite fuori Lhasa, come il campo base dell’Everest o la prefettura di Shigatse. Viene solitamente gestito dalla guida una volta arrivati in loco.
- Permesso Militare: Richiesto solo per aree sensibili vicino ai confini o zone militari (come la regione del Monte Kailash).
Visto per la Cina
Prima ancora di pensare al Tibet Travel Permit, è necessario ottenere un visto turistico standard per la Cina.
Lo puoi richiedere presso l’ambasciata o il consolato cinese nel tuo paese di residenza (a meno che non rientri in una categoria di esenzione dal visto per brevi soggiorni).
Nota importante per chi arriva dal Nepal: Se prevedi di entrare in Tibet dal Nepal, le regole sono cambiate.
Il visto di gruppo cinese speciale non è più obbligatorio, dal 2026 è possibile utilizzare un visto individuale rilasciato dal proprio paese d’origine, fermo restando l’obbligo del Tibet Travel Permit organizzato dall’agenzia (si consiglia comunque di consultare fonti ufficiali per maggiore sicurezza).
Importante: verificare sempre le informazioni anche su siti istituzionali.
Attrazioni principali
Lhasa, la “Città degli Dei”, custodisce tesori architettonici e spirituali unici al mondo. Ecco i luoghi imperdibili da inserire nel tuo itinerario.
Palazzo del Potala
Simbolo indiscusso del Tibet, il Palazzo del Potala domina la città dalla collina di Marpo Ri.
Con i suoi 13 piani ed oltre 1.000 stanze, è stato per secoli la residenza invernale dei Dalai Lama.
Il complesso è diviso in due parti: il Palazzo Bianco, sede amministrativa e residenziale, e il Palazzo Rosso, dedicato alla preghiera e agli stupa funerari dei passati Dalai Lama.
È il complesso imperiale più alto del mondo (in termini di altitudine sopra il livello del mare).
Tempio di Jokhang
Situato nel cuore della città vecchia, il Tempio di Jokhang è considerato il luogo più sacro del buddismo tibetano.
Costruito nel VII secolo per ospitare le statue del Buddha portate in dote dalle mogli del re Songtsen Gampo, fonde stili architettonici tibetani, cinesi, indiani e nepalesi.
L’atmosfera qui è carica di devozione, con i pellegrini che si prostrano incessantemente davanti all’ingresso.
Barkhor Street
Intorno al Tempio di Jokhang si snoda il Barkhor, un circuito di pellegrinaggio lungo circa 500 metri.
È consuetudine percorrerlo in senso orario, seguendo il flusso dei fedeli che fanno girare le ruote di preghiera.
Barkhor è anche un vivace mercato dove potrai acquistare artigianato locale, thangka e oggetti rituali.
Monasteri di Sera e Drepung
Questi due monasteri, insieme al Ganden, costituiscono le “tre grandi sedi” dell’ordine Gelugpa.
- Sera: Famoso per i dibattiti filosofici dei monaci che si tengono nei cortili, ti permetterà di vivere un momento di grande intensità intellettuale e gestuale.
- Drepung: Un tempo il più grande monastero del mondo, arrivò a ospitare fino a 10.000 monaci, si trova ai piedi del Monte Gephel Utse.
Norbulingka
Conosciuto come il “Parco del Tesoro”, il Norbulingka è stato la residenza estiva dei Dalai Lama.
Situato nella periferia occidentale di Lhasa, è un capolavoro di giardinaggio tibetano, qui potrai passeggiare e comprendere come vivevano i leader spirituali durante i mesi più caldi.
Periodo migliore per visitare Lhasa
Grazie alla sua altitudine e alla latitudine, Lhasa gode di un clima particolare, il periodo migliore per visitare la città va da aprile a ottobre.
- Primavera (Marzo-Maggio): Il clima è secco e ventoso, ma le temperature iniziano a salire. È un ottimo momento per vedere i peschi in fiore nella vicina Nyingchi.
- Estate (Giugno-Agosto): È la stagione più calda, ma anche quella delle piogge. Tuttavia, l’estate offre i livelli di ossigeno più alti dell’anno, rendendo l’acclimatazione leggermente più facile. Attenzione ai raggi UV che sono molto intensi.
- Autunno (Settembre-Novembre): È considerato da molti il momento ideale perché i cieli sono limpidi, le piogge cessano e la visibilità sulle montagne è perfetta.
- Inverno (Dicembre-Gennaio): Sebbene faccia freddo (specialmente la notte), le giornate sono spesso soleggiate. I livelli di ossigeno sono al minimo annuale, richiedendo più tempo per l’acclimatazione, ma ci sono molti meno turisti.
Fare attenzione all’altitudine
Il mal di montagna (AMS) è una reazione comune quando si arriva ai 3.650 metri di Lhasa, la prevenzione è la chiave per non rovinarti il viaggio.
- Riposo assoluto: Non programmare alcuna attività per il giorno dell’arrivo, vai in hotel, sdraiati e riposati.
- Idratazione: Bevi molta più acqua del solito, l’aria secca e l’altitudine disidratano rapidamente.
- Niente sforzi: Cammina lentamente ed evita scale o corse.
- Dieta: Evita alcol e fumo, che riducono l’ossigenazione, e prediligi pasti leggeri (parla anche con un medico per maggiore sicurezza).
- Ascolto del corpo: Sintomi lievi come mal di testa e fiato corto sono normali, nel caso però dovessero peggiorare, informa subito la guida.
Curiosità
Lhasa è soprannominata la “Città del Sole” perché riceve oltre 3.000 ore di sole all’anno.
Anche in inverno, durante il giorno, il sole può essere così forte da rendere piacevole stare all’aperto con una giacca leggera, ma occhio però, perché le temperature crollano drasticamente dopo il tramonto.
Un’altra curiosità riguarda il “kora”: i percorsi circolari di preghiera.
Non c’è solo quello del Barkhor; esistono kora intorno al Potala e intorno all’intera città di Lhasa (Lingkhor). Ricorda sempre di percorrerli in senso orario per rispetto delle tradizioni locali.
Leggi anche “Itinerario in Cina 10, 14 e 21 giorni: cosa vedere?”
Piatti tipici da provare
La cucina tibetana è sostanziosa e pensata per sostenere la vita in alta quota.
Ecco cosa non puoi perdere.
- Momos: Il piatto tibetano più famoso, ovvero gnocchi ripieni di carne (solitamente yak o montone) o verdure, che possono essere cotti al vapore o fritti. Vengono serviti con una salsa piccante a base di peperoncino.
- Thukpa: Una zuppa di noodle calda e confortante, arricchita con carne e verdure. È il pranzo ideale per riscaldarti nelle giornate ventose.
- Tè al burro di yak (Po Cha): Questa è una vera sfida per il palato occidentale. È un tè fatto con foglie di tè, sale e burro di yak, ha un sapore molto sapido e oleoso, simile a un brodo leggero più che a un tè, ma è fondamentale per l’idratazione e l’energia in altitudine. Se preferisci qualcosa di più dolce, chiedi il tè al latte dolce (cha ngarmo), molto popolare nelle case da tè locali.
Un viaggio che cambia la prospettiva
Visitare Lhasa richiede pazienza, rispetto e una buona dose di spirito di adattamento, ma la ricompensa è inestimabile.
Camminare tra i vicoli del Barkhor, sentire il profumo di ginepro bruciato nelle offerte mattutine e ammirare il Potala che si staglia contro il cielo blu cobalto, sono esperienze che rimangono impresse nella memoria per sempre.
Pianifica con cura, affidati ad esperti locali e preparati a scoprire una delle culture più affascinanti del mondo.
Leggi anche “Le città più belle e importanti della Cina da visitare nel 2026”.