Il Capodanno celtico (Samhain)
Il Samhain segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, in simmetria con Beltane, che il 1° maggio apriva la stagione calda.
Nel folklore irlandese e gallese era la soglia in cui la barriera fra i vivi e gli spiriti si assottigliava, e il passaggio diventava possibile nei due sensi.
Che cosa era il Samhain
Si celebrava il 31 ottobre o il 1° novembre, ma la data è stata fissata dopo la cristianizzazione delle isole britanniche.
Di quello che accadeva si sa poco: le testimonianze sono scarse, scrive l’Enciclopedia Britannica, perché i Celti d’Irlanda hanno lasciato pochi documenti, e resta una manciata di gesti concreti.
Il bestiame rientrava dai pascoli e si macellavano i maiali per le scorte dell’inverno: il Samhain era prima di tutto una scadenza del calendario pastorale.
In alcune regioni si accendevano grandi falò, perché si credeva che tenessero lontane fate e streghe. A Stirling, in Scozia, nel 1589 furono proibiti.
In Scozia e in Galles gli stessi fuochi servivano a leggere il futuro dei vivi.
Nel sud dell’Irlanda si intrecciavano croci di paglia e bastoncini, i parshell, appesi in casa contro il male.
Perché si parla di Capodanno celtico
L’idea che il Samhain fosse il capodanno dei Celti non è inventata, ma poggia su un solo testo: il Tochmarc Emire, un racconto del ciclo dell’Ulster in cui il Samhain apre l’anno, e l’anno comincia con la metà fredda.
Da un singolo testo, però, non si ricava che valesse per tutta l’Irlanda, e l’Enciclopedia Britannica avverte proprio di questo.
I riferimenti nei racconti irlandesi stanno fra il X e il XII secolo, le descrizioni dettagliate solo nel Settecento.
Da dove deriva la parola “Halloween”
Il nome della festa non è celtico: è inglese, ed è una contrazione.
Il vocabolario Treccani la fa risalire a Hallow e-en, abbreviazione di All Hallow Even, cioè la vigilia di tutti i Santi.
All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti
Smontata nei pezzi, la parola dice di che giorno parla.
Hallow viene dall’inglese antico hálga, “santo”, come registra il dizionario Bosworth-Toller.
Even è la sera, e per estensione la vigilia della festa.
Hallow e-en è la contrazione da cui arriva l’Halloween di oggi.
Quella sera apre i tre giorni dedicati alla memoria dei morti, l’Allhallowtide: la vigilia il 31 ottobre, Ognissanti il 1° novembre, i defunti il 2.
Come Ognissanti è arrivato al 1° novembre
Ognissanti non è sempre stata a novembre.
Nel VII secolo papa Bonifacio IV la istituì al 13 maggio, e fu Gregorio III, nel secolo successivo, a spostarla al 1° novembre.
Sul perché l’abbia spostata le fonti non vanno d’accordo, ed è qui che la ricostruzione corrente si incrina.
La spiegazione più diffusa risale all’antropologo James Frazer: la Chiesa avrebbe messo Ognissanti sopra il Samhain per soppiantarlo. Sempre l’Enciclopedia Britannica, nella voce dedicata al Samhain, scrive l’opposto: quelle feste cristiane nascono molto presto e vengono fissate su quelle date in modo del tutto indipendente dalla festa celtica.
La leggenda di Jack-o’-lantern e perché si usano le zucche
La lanterna intagliata non nasce dalla zucca, e nemmeno in America.
Nelle isole britanniche si svuotavano rape, e la zucca è arrivata dopo, quando la tradizione ha attraversato l’Atlantico.
La storia di Stingy Jack
Nel folklore irlandese la lanterna porta il nome di Jack il taccagno, che fa un patto con il Diavolo e lo imbroglia due volte. Prima lo convince a trasformarsi in una moneta per saldare un conto, poi se la mette in tasca accanto a una croce d’argento e lo libera solo in cambio di un anno di tregua.
La seconda volta lo fa salire su un albero e intaglia una croce nel tronco, e la tregua sale a dieci anni.
Quando Jack muore, però, non lo vuole né il paradiso né l’inferno. Condannato a vagare nel buio, riceve un tizzone per farsi luce e lo infila in una rapa svuotata: da lì il nome con cui è rimasto, Jack della lanterna, cioè Jack-o’-lantern.
Dalla rapa alla zucca
Il cambio arriva con l’emigrazione irlandese negli Stati Uniti, dalla metà dell’Ottocento. Gli emigranti portano con sé la festa e sul posto trovano un ortaggio che funziona meglio.
La zucca è molto più grande, quindi la faccia intagliata si vede da lontano e la candela ci sta comoda.
Nel Nord America matura in abbondanza a fine ottobre, mentre la rapa bisognava cercarla.
La polpa è tenera e si scava con poca fatica, dove la rapa chiedeva coltello.
Sul significato originale della lanterna serve prudenza: secondo l’Enciclopedia Britannica l’usanza di intagliare facce spaventose potrebbe non venire dal Samhain, ma da Ognissanti o da Guy Fawkes.
Quali sono le origini storiche dei costumi di Halloween
Sul travestimento si racconta sempre la stessa cosa: pelli e maschere per confondersi con i morti tornati in visita.
Questa, però, è anche la tradizione di Halloween su cui le prove sono più scarse. Inoltre non esiste un’unica spiegazione, bensì tre, come riportato nell’Enciclopedia Britannica.
Imitare gli spiriti del Samhain, vestendosi come loro.
Nascondersi da loro, passando inosservati fra i morti in visita.
Tenerli lontani, spaventandoli.
Tre funzioni diverse, in parte opposte, rendono questo un mistero degno di Halloween.
Il guising, dalla festa cristiana alle strade americane
Si ha però la documentazione di una tradizione scozzese, il guising, ovvero la pratica di girare mascherati di casa in casa e che faceva parte delle celebrazioni per i morti.
Non è chiaro se fosse il Samhain sotto mentite spoglie o un uso nato dentro la festa cristiana.
Da dove è nata la tradizione del “dolcetto o scherzetto”
Prima delle caramelle c’erano le preghiere. Il baratto originale, infatti, non era dolcetto contro scherzetto, ma cibo contro preghiere per i morti.
La formula che i bambini ripetono alla porta viene da lì, dopo qualche secolo di passaggi.
Il souling e le soul cake
Nel Medioevo, il giorno di Ognissanti, i poveri e i bambini passavano di casa in casa a raccogliere cibo o denaro, e in cambio pregavano per i defunti di quella casa.
La pratica si chiama souling, e i dolci ricevuti erano chiamati soul cake.
Quando la festa si secolarizza, la preghiera salta e resta il baratto: al suo posto arrivano però uno scherzo, una canzone o una filastrocca, ed è l’usanza che esiste ancora.
Quando arrivano le caramelle
La parte documentata è recente, e sta quasi tutta nel Novecento.
La formula “trick or treat” compare a stampa per la prima volta il 4 novembre 1927, sul Lethbridge Herald, in una corrispondenza da Blackie, in Alberta.
Negli anni Trenta gli scherzi degenerano in vandalismo, con auto rovesciate e pali abbattuti, e alcuni gruppi civici promuovono il porta a porta per arginarli.
Dopo la guerra finisce il razionamento dello zucchero, e la caramella industriale sostituisce l’offerta fatta in casa, perché è comoda da dare e sicura da accettare da uno sconosciuto.
Nel 1951 la formula entra in una striscia dei Peanuts, e l’anno dopo in un cortometraggio Disney.