Nella Medina di Tunisi basta seguire il naso.
Dai banchi dei souk sale il profumo del pane appena fritto, dell’harissa e del pesce che ogni mattina arriva dal vicino porto di La Goulette.
Tra un vicolo e l’altro, la capitale racconta la sua storia più sincera proprio a tavola.
Capire cosa mangiare a Tunisi vuol dire attraversare secoli di incontri, tra spezie di radice berbera, tecniche arabe e una pasticceria di eredità ottomana.
In questo articolo scoprirai le caratteristiche della cucina locale, i piatti della tradizione da non perdere e lo street food che anima i quartieri della città.
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Le caratteristiche della cucina di Tunisi: spezie, mare e harissa
La cucina di Tunisi è il punto d’incontro dei popoli che hanno abitato la città.
Ecco i tratti che la rendono unica.
Un crocevia di culture: nella Medina, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, si sono sedimentate le influenze berbere, arabe e ottomane, con un tocco mediterraneo che arriva dal mare e dagli scambi con la sponda europea.
Pochi ingredienti fondamentali: l’olio d’oliva, il pomodoro, i legumi e il pesce del golfo sono la base di quasi ogni piatto.
Il regno delle spezie: cumino, coriandolo, aglio e paprika profumano zuppe e stufati, mentre il peperoncino rende la cucina tunisina la più piccante di tutto il bacino mediterraneo.
L’harissa, il simbolo: una pasta densa di peperoncini, aglio, cumino e olio che accompagna il pane, insaporisce le uova e ravviva il couscous.
A Tunisi la trovi ovunque, dai ristoranti della Medina ai banchi del Mercato Centrale. Se non sei abituato al piccante, un assaggio prudente è il modo migliore per prenderci le misure.
I piatti che raccontano la città
La tradizione della capitale unisce i piatti di terra a una forte anima marinara, che si concentra soprattutto nel quartiere-porto di La Goulette.
Ecco quelli da provare almeno una volta.
Il couscous, il piatto che non manca mai
Il couscous è il piatto nazionale e a Tunisi si serve in mille varianti.
La semola di grano duro viene cotta a vapore nella tradizionale couscoussiera e accompagnata da uno stufato di verdure con agnello o pollo.
Nei ristoranti affacciati sul golfo trovi però anche la versione di pesce, preparata con il pescato del giorno: un piatto completo che racconta il legame della città con il mare.
Il brik, la sorpresa nel primo morso
Difficile lasciare Tunisi senza aver assaggiato un brik.
È un triangolo di malsouka, una sfoglia sottilissima, che avvolge un uovo intero insieme a tonno, capperi e prezzemolo, poi fritto fino a diventare croccante.
Il segreto sta nel primo morso, quando il tuorlo ancora morbido si apre e si mescola al ripieno.
Il complet poisson, l’orgoglio di La Goulette
Se ami il pesce, il complet poisson è la scelta giusta.
Nato proprio a La Goulette, mette nello stesso piatto pesce fritto o grigliato, patate, un uovo e una porzione di insalata mechouia.
È un pasto abbondante e schietto, da gustare con calma in una delle trattorie sul lungomare, dove il pescato arriva fresco ogni mattina.
Il lablabi, la colazione che scalda l’inverno
Il lablabi è la zuppa che scalda le mattine d’inverno nei vicoli della Medina.
Si prepara con ceci lessati in un brodo speziato con aglio, cumino, olio d’oliva e limone, versato bollente su pezzi di pane raffermo e completato da un uovo in camicia e da un cucchiaio di harissa.
È un piatto umile e nutriente, servito nei piccoli locali attorno al Mercato Centrale.
La mechouia, il benvenuto affumicato
Prima del pesce o della carne, a Tunisi arriva quasi sempre una mechouia.
Peperoni, pomodori, cipolle e aglio vengono arrostiti sulla brace, poi spellati, tritati e conditi con olio d’oliva, cumino e succo di limone.
Il risultato è un antipasto affumicato e leggermente piccante, perfetto raccolto con il pane.
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Lo street food di Tunisi, banco dopo banco
Per capire davvero la città conviene mangiare come i tunisini, in piedi e per strada.
La Medina e il Mercato Centrale sono il cuore dello street food, ma ogni quartiere ha la sua specialità.
Fricassé: un panino di pasta fritta farcito con tonno, harissa, olive e uovo. È nato a La Goulette nel corso dell’Ottocento e resta lo spuntino più amato, economico e saziante.
Bambalouni: ciambelle fritte e cosparse di zucchero, vendute calde ai banchi. Le più celebri sono quelle di Sidi Bou Saïd, il borgo bianco e blu affacciato sul golfo di Tunisi.
Mlawi: una focaccia sfogliata di semola, cotta sulla piastra e arrotolata come un wrap intorno a harissa, formaggio, uovo o verdure.
A questi si aggiungono il brik d’asporto e i dolci di semola e datteri come il makroud, esposti nelle vetrine dei pasticceri della Medina.
Per una spesa minima si mette insieme un pranzo intero, saltando da un banco all’altro.
Prima di sederti a tavola: qualche consiglio
Ora che sai cosa mangiare a Tunisi, qualche accortezza aiuta a goderti la tavola della città senza sorprese.
Dosa il piccante: l’harissa è generosa. Se preferisci un sapore più delicato, puoi chiedere di servirla a parte e aggiungerla poco alla volta.
Scegli il momento giusto: il lablabi è una colazione o un pranzo, soprattutto nei mesi freddi, mentre il pesce a La Goulette dà il meglio a pranzo, quando il pescato del mattino è appena arrivato.
Regolati sui prezzi: nella Medina un pasto completo in una trattoria tradizionale costa in genere tra i dieci e i venti dinari, mentre una cena di pesce sul lungomare di La Goulette si aggira sui trenta-cinquanta.
Bevi acqua in bottiglia: come in molte destinazioni, è la scelta più sicura per un viaggiatore che non è abituato all’acqua locale e assicurati che il tappo sia sigillato.
Importante: in Tunisia l’assistenza sanitaria per i turisti è a pagamento e segue standard diversi da quelli italiani, un imprevisto a tavola o in viaggio può tradursi in spese impreviste.
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