di Maria Novella Vitucci , 15.09.2015

Se ancora non sai cosa fare “da grande”e hai il pallino di vivere all’estero, questo articolo può aiutarti ad avere delle idee. Il Talent Shortage Survey, pubblicato quest’anno dalla Manpower Group, indica che gli skilled trades (categoria che in italiano include “cuochi, elettricisti e meccanici”) rappresentano la professione più richiesta in Europa. Altre categorie professionali occupano una posizione diversa nella classifica di ciascun Paese: gli ingegneri, ad esempio, sono al terzo posto in Ungheria ed Irlanda, mentre al secondo posto in Norvegia e Polonia. Richiesti anche i medici, quarti nella classifica della Svezia e settimi in Slovenia.

Anche in Asia le categorie professionali più richieste occupano posizioni diverse nelle classifiche dei singoli Paesi: dalla figura dell’agente commerciale in Giappone, Singapore, Taiwan, Hong Kong e Nuova Zelanda a quella dell’insegnante in India. Gli autisti invece occupano la seconda posizione nella classifica sia del Canada sia degli Stati Uniti; mentre in Colombia e Messico molto richieste sono le assistenti amministrative. La ricerca, condotta intervistando 41,700 aziende in 42 Paesi, mostra che la difficoltà nel trovare determinate figure professionali è data dalla mancanza di specializzazione. Di fronte a questa carenza, le aziende stanno cercando di sviluppare internamente una learning culture, offrendo corsi di formazione ad hoc.

Se sono queste le lacune del mercato del lavoro su scala globale, quali sono allora le figure professionali che lasciano l’Italia?

Secondo l’Istat, una significativa parte dei migranti è costituita da giovani neo laureati in Italia che dopo un’esperienza Erasmus o Leonardo da Vinci, scelgono di iniziare la loro carriera professionale all’estero. Tra le professioni all’estero desiderate dagli italiani, troviamo ingegneri, analisti, esperti di elettronica, medici e infermieri. Per chi si trasferisce all’estero senza una particolare qualifica, è sempre possibile cercare lavoro nel customer service grazie alle agenzie di selezione specializzate nelle posizioni di Italian speaking jobs.

Neo laureati e non solo. Di recente, sono aumentati anche il numero degli studenti italiani che si iscrivono alle Università straniere con l’obiettivo di entrare più facilmente nel mondo del lavoro, avendo già fatto un percorso di studi sul posto. Nel Regno Unito, i corsi di economia e ingegneria sono tra i più richiesti dagli studenti italiani; mentre le Università di Manchester, UCL (University College London) di Londra e l’Università di Edimburgo sono le più amate dagli studenti stranieri. Secondo un articolo del Corriere della Sera, la Queen Mary University di Londra ha registrato nel 2015 un aumento del 25% nel numero di immatricolazioni degli stranieri, seguita dall’Università di Sheffield (+11%) e da Birmingham (+10%).

Non è un caso che il British Council organizza annualmente a Milano la fiera “Study in the UK” dove è possibile incontrare i rappresentanti delle istituzioni scolastiche britanniche che offrono corsi universitari, post universitari e corsi di lingua inglese. Durante la fiera sono previsti seminari ad hoc su come presentare la propria candidatura presso un ateneo inglese e sul tipo di certificati linguistici richiesti dalle Università. Nell’edizione del 2015, le istituzioni londonesi sono state rappresentate dalla London Metropolitan University, University of the Arts London e SOAS (School of Oriental and African Studies). Significativa la presenza alla fiera di altre istituzioni britanniche tra cui l’Università di Southampton, Reading, Manchester e Portsmouth. È stata già fissata al 27 febbraio 2016 la prossima edizione della fiera e sarà possibile prenotarsi on line all’evento a partire da Dicembre in poi.

Nel frattempo però, vale la pena raccogliere le giuste informazioni e presentarsi alla fiera con un solido background. Il British Council raccomanda di visitare il sito Education UK, dove oltre a scoprire le modalità di iscrizione ai college e alle università, è possibile trovare consigli utili sulla scelta di un corso. Ad esempio, nella ricerca delle università top, viene raccomandato di utilizzare criteri come la student satisfaction, career prospects, student care, cost e teaching standards. La sezione "Practical advice" contiene invece preziosi consigli sul sistema sanitario inglese, procedure per i visti e trasporto pubblico.

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