di Maria Novella Vitucci , 12.10.2015

Quali sono gli italiani più famosi che dal 1492 ad oggi sono arrivati in America? Prendi un minuto del tuo tempo per vedere la nostra classifica e capire chi manca all’appello.

Antonio Meucci (scienza): fino a pochi anni fa, l’origine del telefono era un interrogativo ancora irrisolto. Chi fu ad inventarlo? Antonio Meucci nel 1872 oppure lo scozzese Alexander Graham Bell nel 1876? Il 16 giugno 2002, il Congresso degli Stati Uniti d’America proclama Meucci l’inventore del telefono, facendo passare Bell come un impostore che gli rubò i disegni. Come sarebbe il mondo senza telefono? Di sicuro saremmo meno stressati. Da uno studio condotto su 2000 proprietari di smartphone usiamo il cellulare mediamente per 3 ore e 16 minuti al giorno e 1500 sono le volte a settimana che rispondiamo al telefono.

Frank Sinatra (musica): duemiladuecento canzoni e centosessantasei album. “And now, the end is near”: così inizia la celebre My way dove si dialoga con se stessi e si tirano le somme di una vita intera. Cantata da Pavarotti, Elvi Presley, Aretha Franklin e tanti altri, My way è la canzone in cui tutti, ma proprio tutti ci riconosciamo. A Frank la nostra Mina ha dedicato l’album “L’allieva” nel 2005 con una raccolta di 14 canzoni e non ultimo Bob Dylan con l’album “Shadows in the Night” uscito quest’anno.
Come la prenderebbe però Frank se sapesse che il titolo della sua canzone ha dato il nome alla app di Autostrade per l’Italia? Secondo noi bene dal momento che quando si guida si ascolta sempre la musica e si canta!

Joe Di Maggio (sport): nella sua biografia Lucky to be a Yankee, Joe Di Maggio racconta di aver iniziato a giocare a baseball per evitare la carriera paterna da pescatore. A 10 anni inizia a giocare a baseball, ma a 14 anni lo abbandona per andare a vendere giornali. Il fratello più grande Vince lo convince che forse il baseball è lo sport che fa per lui. Esordisce con i San Francisco Seales nel 1931 e tre anni dopo viene ceduto ai New York Yankees. Dal 1934 al 1951 è storia: con i New York Yankees diventa uno dei più grandi giocatori di baseball di tutti i tempi.

Where have you gone, Joe Di Maggio? A nation turns its lonely eyes to you, What’s that you say, Mrs. Robinson? Joltin’ Joe has left and gone away ( Dove sei andato, Joe Di Maggio? Una nazione volge i suoi occhi desolati verso di te. Che cos’è che dici, sig.ra Robinson? Il Grande Joe ha lasciato ed è andato via). La riconoscete? È una strofa della canzone Mrs. Robinson, colonna sonora del film "Il Laureato", dove Joe si è ritirato dallo sport e l’America purtroppo non ha più eroi.

Frank Capra (cinema): se dopo aver guardato la Vita è meravigliosa abbiamo riscoperto il valore della vita, allora dobbiamo ringraziare il nostro Francesco Rosario Capra di Bisacquino nato in Sicilia nel 1897 e arrivato in America nel 1903. Accusato di eccessivo sentimentalismo, Frank Capra ha dovuto subire le critiche per una visione troppo ottimistica della realtà. Ma a cosa serve il cinema se non ci fa un po’ sognare? Quindi evviva le storie buoniste e sentimentali e se ancora non hai scelto il film di questo Natale da guardare a pancia piena, sul divano con tutta la famiglia, ti suggeriamo in ordine di preferenza: Arsenico e vecchi merletti, La vita è meravigliosa, Accadde una notte.

Filippo Mazzei (politica): non a Bill de Blasio, quarto sindaco italo-americano di New York, e nemmeno ai suoi predecessori sindaci Fiorello La Guardia e Rudolph Giuliani bisogna guardare per capire la presenza italiana nella storia politica americana. A Filippo Mazzei siamo grati per essere considerato tra i padri fondatori degli Stati Uniti. Nato in Toscana a Poggio Caiano nel 1730, il nostro Filippo si reca a Londra nel 1754 dove conosce Benjamin Franklin e Thomas Adams che lo convincono a trasferirsi in Virginia. Qui incontra Thomas Jefferson, - futuro presidente degli Stati Uniti-, ed entra nel mondo della politica iniziando a scrivere libelli politici. Il principio Tutti gli uomini sono creati uguali inserito nella Dichiarazione d’Indipendenza da Thomas Jefferson sembrerebbe parafrasare uno scritto di Filippo Mazzei.

E tu chi vorresti aggiungere?


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